Rivista Musica+ n. 46 anno 2016

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Concorsi: luci e ombre
46
ottobre - dicembre
2016
Allegati
Musica+ n°46 - Sommario [ pdf - 913.4 KB]

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Editoriale

I concorsi, quelli artistici, intendiamo. Sono un’opzione, una necessità o uno stravolgimento del significato vero del fare musica?

Sono una realtà molto presente, fiorente in alcuni casi (forse oggi un po’ meno), non sempre trasparente, talvolta efficace. Non ci soffermiamo sulle dinamiche negative che possono innescare (mentalità competitiva, sfiducia in se stessi in seguito a risultati non soddisfacenti, tornaconti di immagine talvolta più per gli insegnanti preparatori che per i vincitori, ecc.), ma è anche indubbio che il confronto, se vissuto nello spirito giusto, può essere utile e interessante. Può essere un ritrovarsi tra persone che parlano la stessa lingua e talvolta si può ‘persino’ trarne qualche esito ai fini della propria attività artistica.

Abbiamo intervistato una giovanissima concertistica che è salita alla ribalta internazionale grazie ad un concorso di quelli che contano e che davvero possono cambiare la vita, il van Cliburn di Fort Worth in Texas. Il talento di Beatrice Rana crediamo che si sarebbe comunque espresso, ma certo un concorso così importante ne ha accelerato l’affermazione. La nostra, in linea con le scelte editoriali di Musica+, non è una tradizionale intervista ‘da copertina’. Nel senso che oltre a poterci permettere argomenti meno convenzionali perché siamo musicisti, abbiamo anche potuto fare appello ad aspetti più confidenziali ed umani, grazie ad un’insolita circostanza dovuta al fatto che l’intervistatore è anche stato un insegnante di conservatorio di Beatrice.

Abbiamo poi dato spazio ai premiati di concorsi di esecuzione organizzati da due conservatori, il nostro e il “Verdi” di Torino. Ma soprattutto abbiamo colto l’occasione per riflettere con i rispettivi direttori delle due istituzioni sul significato dei concorsi. Il confronto, la salvaguardia di un alto livello artistico e in alcuni casi anche l’attenzione per strumenti e repertori con meno opportunità e riscontri concertistici. La consapevolezza tuttavia, che una formazione completa necessiti di un lavoro che vada ben oltre la brillantezza della performance e che un premio attribuito prematuramente potrebbe essere un regalo avvelenato.

In chiusura d’anno poi abbiamo reso omaggio ai duecento anni dalla morte di un grande compositore d’opera, Paisiello, e l’abbiamo fatto con un saggio che applica la ricerca musicologica alla regia, un campo d’indagine ancora poco esplorato ma di grande interesse. Continuano poi i nostri argomenti d’elezione: nella galleria di maestri siamo onorati di aggiungere un soprano come Elizabeth Norberg-Schulz, una illustre carriera accompagnata alla dedizione per l’insegnamento. L’attenzione per gli studi internazionali ci porta poi al racconto di esperienze Erasmus in Germania e alla mai abbastanza ribadita importanza di scambi reciproci in nome di una cultura da condividere, in tempi in cui emergono criticità a riguardo. Infine la creatività compositiva di oggi, quella pochissimo esercitata nella didattica della scuola dell’obbligo, qui illustrata in un bel progetto realizzato presso il Conservatorio di Latina, e quella dei compositori professionisti, siano essi studenti dei nostri corsi, che docenti in attività artistica. Come rapportarsi oggi con la didattica della composizione è un interrogativo di cui ogni anno portiamo un resoconto, in concomitanza con il convegno “Comporre oggi” organizzato dal ‘Casella’. Di edizione in edizione tante tessere di un mosaico di opinioni e esperienze, specchio del dibattito dei nostri tempi e anche della vitalità delle nostre istituzioni.

Carla Di Lena