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ARTECOM - ARte, Tecnologia e COMunità

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Progetto: ARTECOM
Codice Progetto: PORI00092
CUP: C43C24000770006

ARTECOM nel Contesto delle Tecnologie Urbane per l'Inclusione

Progetto finanziato a valere sul Bando "Avviso pubblico per la selezione di proposte progettuali presentati da università pubbliche ed enti pubblici di ricerca localizzati nelle regioni del mezzogiorno per la realizzazione di attività di ricerca, sviluppo e sperimentazione negli ambiti di interesse dell’ecosistema raise - robotics and ai for socio- economic empowerment” – Prot. 414464 del 21/12/2023 – pubblicato dallo SPOKE 1 nell’ambito del perseguimento degli obiettivi del Programma di Ricerca Ecosistema dell’Innovazione RAISE finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU sui fondi PNRR MUR – M4C2 –Investimento 1.5.- CUP del progetto C43C24000770006 – CODICE PROGETTO PORI00092; https://www.artecomraise.it/

Daniela Macchione, Maria Cristina De Amicis, Alessio Gabriele, Vittorio Montalti

 

Inquadramento del progetto

Il progetto ARTECOM (ARte, Tecnologia e COMunità) si configura come un’iniziativa di ricerca e sviluppo volta a esplorare l'intersezione tra creazione artistica, innovazione tecnologica e intervento sociale in contesti urbani complessi. Finanziata dall'Unione Europea attraverso il programma NextGenerationEU – nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 4 "Istruzione e Ricerca" – l'iniziativa si inserisce strategicamente nell'ecosistema dell'innovazione RAISE (Robotics and AI for Socio-economic Empowerment).

Questo ecosistema nasce dalla sinergia tra l'Università degli Studi di Genova (UNIGE), il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e l'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), con il supporto di un'ampia rete di istituzioni accademiche e partner industriali. La missione di RAISE consiste nello sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate basate sulla robotica e sull'intelligenza artificiale per favorire il progresso socio-economico e migliorare la qualità della vita nelle comunità urbane e nei settori produttivi. La collocazione di ARTECOM in tale alveo ne definisce la natura e gli obiettivi, orientandoli verso l'applicazione di queste tecnologie avanzate come strumenti di potenziamento sociale e di inclusione.

Nello specifico, ARTECOM afferisce allo Spoke 1 di RAISE, "Urban Technologies for Inclusive Engagement", dedicato allo sviluppo di ambienti e servizi cittadini accessibili e partecipativi. Tale inquadramento permette di comprendere l'identità profonda del progetto, inteso come un intervento socio-tecnico integrato che unisce l'istanza artistica alla sperimentazione tecnologica. L'obiettivo primario risiede nella progettazione e nella realizzazione di installazioni digitali e multimediali dislocate nel tessuto urbano, concepite per offrire un'esperienza di fruizione culturale formativa, stimolante e inclusiva.

 

Partenariato

Il progetto ARTECOM (Arte, Tecnologia e Comunità) scaturisce dalla sinergia tra istituzioni accademiche, enti di ricerca e organizzazioni specializzate nello sviluppo tecnologico, artistico e culturale. Questa collaborazione si fonda su un approccio interdisciplinare che integra competenze eterogenee: dalle scienze umane e sociali all’ingegneria, dalla comunicazione digitale alle arti performative. L’unione di tali saperi persegue l’obiettivo di promuovere una fruizione inclusiva e interattiva del patrimonio culturale attraverso installazioni multimediali innovative, configurandosi come un ecosistema dedicato alla produzione e alla valorizzazione del bene artistico.

Il coordinamento delle attività di ricerca e sviluppo tecnologico è affidato all’Università degli Studi dell’Aquila, ente capofila del progetto. L’Ateneo mette a disposizione la propria esperienza nel campo dell’intelligenza artificiale, delle telecomunicazioni e della progettazione di ambienti digitali immersivi, curando la definizione degli aspetti tecnici e garantendo l’integrazione di strumenti avanzati di interazione digitale. L’apporto dell’Università degli Studi di Teramo si focalizza sulle scienze della comunicazione e sulle discipline socio-culturali. Il suo contributo risulta essenziale nella progettazione delle strategie di coinvolgimento comunitario e nell’analisi dell’impatto sociale, con una particolare attenzione alla dimensione educativa e al dialogo tra arte e territorio.

Il Conservatorio "Alfredo Casella" dell’Aquila conferisce al progetto la dimensione artistico-musicale, dedicandosi alla creazione di paesaggi sonori immersivi e alla sperimentazione di linguaggi espressivi originali. Attraverso il coinvolgimento di musicisti, compositori e ricercatori, l’istituzione favorisce una sintesi profonda tra musica e tecnologia. Questa attività si traduce nello sviluppo di contenuti multimediali che arricchiscono le installazioni urbane, offrendo ai partecipanti modalità inedite di interazione con il suono e con lo spazio della città.

 

Il contesto socio-culturale: l'arte come strumento di rigenerazione territoriale

Il contesto operativo di ARTECOM costituisce un elemento determinante per l’identità e le finalità dell’iniziativa. Le attività si localizzano nella città dell'Aquila, territorio abruzzese segnato in modo indelebile dagli eventi sismici. Tali accadimenti hanno innescato una trasformazione fisica del paesaggio urbano e, contestualmente, una complessa e "difficile rivitalizzazione del contesto socio economico del post-sisma". Il documento progettuale identifica con precisione la problematica sociale affrontata: uno "scollamento rispetto alla memoria storico-culturale della città" manifestato dalle nuove generazioni, in particolare da bambini e adolescenti, nel rapporto con lo spazio cittadino.

In questo scenario, l’arte e la tecnologia agiscono quali strumenti attivi di mediazione e rigenerazione. L’ambizione dell'intervento mira a "ricostruire ponti tra i cittadini e il loro patrimonio materiale e immateriale", con l'intento di tradurre i dati relativi ai luoghi in una "connessione emotiva con l’ambiente circostante". I destinatari sono individuati in adolescenti che vivono fragilità sociali ed economiche, con un accesso limitato alle espressioni artistiche e musicali. La duplice valenza di ARTECOM emerge con chiarezza: l'iniziativa si pone quale ricerca applicata sulle nuove forme di interazione uomo-macchina e, parallelamente, si configura come un intervento sociale mirato, volto a utilizzare l'esperienza estetica quale veicolo per l'inclusione, l'educazione e la ricostruzione del tessuto comunitario.

 

I vettori di innovazione del progetto

L'originalità di ARTECOM e il relativo contributo scientifico si fondano su tre vettori di innovazione principali, i quali risiedono nella sintesi sinergica di finalità sociali, metodologie partecipative e architetture tecnologiche avanzate.

Il primo vettore trasforma i dati urbani in esperienze personalizzate.

Rispetto ai progetti urbani orientati all'ottimizzazione dei servizi, ARTECOM avanza un cambio di paradigma: i dati della città, inclusi elementi soggettivi quali i "suoni del territorio" e le prospettive dei cittadini, costituiscono il materiale grezzo per un processo di creazione artistica. L'intelligenza artificiale interviene come un traduttore capace di declinare tale materia in un linguaggio emotivo, spostando l'attenzione dall'efficienza strutturale all'empatia dei luoghi.

Il secondo vettore introduce la personalizzazione psicologica per la co-creazione.

L'impiego del modello dei "Big Five" per informare i parametri generativi del sistema musicale interattivo rappresenta un avanzamento tangibile. Oltrepassata l'usuale predizione delle preferenze musicali basata sulla personalità, l'iniziativa utilizza il profilo psicologico dell'utente quale orientamento generativo intrinseco al sistema. Il fruitore partecipa a un processo in cui l'esito sonoro diviene uno specchio acustico della propria identità, aprendo nuove frontiere nei campi della collaborazione uomo-macchina e dell'informatica affettiva.

Il terzo vettore riguarda l'intervento socio-tecnico in un contesto di fragilità. L'applicazione nel territorio post-sisma dell'Aquila risulta fondativa per l'identità dell'opera. L'uso di tecnologie avanzate risponde alla necessità di ricomporre la frattura nella memoria culturale e di favorire l'inclusione delle nuove generazioni. La stretta connessione tra l'impianto tecnologico, i processi di co-creazione e lo spazio fisico rende ARTECOM un modello metodologico per interventi di appropriazione digitale dei luoghi, situati e socialmente consapevoli.

 

Il ruolo del Conservatorio "Alfredo Casella"

All’interno della partnership, il Conservatorio di Musica "Alfredo Casella" dell’Aquila (CONSAQ) assume una funzione di primo piano. Identificato quale leader del Work Package 2 (WP2), dedicato alla progettazione e implementazione dei contenuti audiovisivi, l'istituzione rappresenta il cuore creativo e concettuale dell'iniziativa. La competenza del Conservatorio garantisce la realizzazione di opere artisticamente valide e coerenti con le tempistiche previste.

Il contributo del team si estende all'interezza delle fasi progettuali, il che consolida l’istituzione quale partner di ricerca a tutto tondo. Le responsabilità affrontate abbracciano la definizione dei requisiti (WP0), con lo studio analitico dell'usabilità e del modello cognitivo dell'interazione; la co-progettazione dell'esperienza utente e dell'interfaccia (WP1); la guida nello sviluppo dei contenuti audiovisivi (WP2) e la curatela della realizzazione delle installazioni e della performance finale (WP4). Il CONSAQ è di conseguenza responsabile della declinazione teorica e dell'attuazione pratica di un modello innovativo di esperienza estetica, tecnologicamente mediata e socialmente attenta, la cui coerenza e originalità trovano argomentazione in questa sede.

 

Suddivisione dei ruoli e sinergie del team CONSAQ

Il successo dell'intervento si fonda su una chiara e sinergica articolazione dei compiti, concepita per coprire ogni dimensione della ricerca, dall'elaborazione teorica alla produzione artistica.

Daniela Macchione, delegata a Progetti e Ricerca del Conservatorio, in veste di coordinatrice dell'unità di ricerca ha gestito il coordinamento generale, dedicando il proprio contributo scientifico allo studio del concept artistico delineato in fase di elaborazione e all'analisi dell'esperienza estetica mediata dalla tecnologia.

Alessio Gabriele e Maria Cristina De Amicis, compositori e costituenti il nucleo tecnico-creativo afferente al Dipartimento di Musica e Nuove Tecnologie, hanno curato l'ideazione, il progetto artistico e lo sviluppo del prototipo di interfacciamento con l'utente e produzione sonora, nonché della installazione multimediale interattiva, in cui rientrano la programmazione in ambiente MaxMSP e la generazione dei materiali sonori.

Vittorio Montalti, compositore del Dipartimento di Musica Contemporanea, ha ricevuto l'incarico di realizzare la performance conclusiva, concepita quale dimostratore culturale dell'intero ecosistema.

Tale struttura, definita nel corso del 2024, ha permesso di differenziare nel mese di dicembre due esiti artistici complementari: l’installazione interattiva, sviluppata da De Amicis e Gabriele come un sistema aperto alla co-creazione del pubblico, e la performance finale composta da Montalti come un’opera musicale compiuta.

 

Il prototipo come cerniera progettuale

Il team ha elaborato un modello preliminare di interfacciamento e produzione sonora. Questo strumento, sebbene circoscritto all'interazione con un singolo utente ha garantito la fruizione sonora e la contemporanea raccolta dei dati utili all'elaborazione degli algoritmi di intelligenza artificiale, i quali determineranno la personalizzazione della risposta in base alle peculiarità del fruitore. Tale architettura è stata interamente programmata nell'ambiente informatico Cycling '74 Max/MSP.

La genesi di questo artefatto ha assunto il ruolo di snodo cruciale dell'intera ricerca, agendo da elemento di mediazione concettuale e pratica. L'urgenza di disporre di un sistema operativo ha richiesto la traduzione dei concetti astratti, in primo luogo la mappatura tra i tratti psicologici e i parametri acustici, in un'implementazione tecnica tangibile.

L'elaborato ha assolto una duplice funzione di grande rilievo. Da una parte, ha fornito all'Università dell'Aquila la base indispensabile per avviare la raccolta delle informazioni e il conseguente addestramento delle reti neurali; dall'altra, ha offerto al Conservatorio il primo banco di prova per saggiare il modello di interazione e per verificare la validità delle scelte compositive applicate all'interfaccia utente principale, ideata con chiarezza formale dallo stesso team di sviluppo.

ARTECOM UI fase1

Interfaccia utente principale del prototipo ARTECOM sviluppata da CONSAQ.

 

La progettazione dell'esperienza estetica: un modello di co-creazione psico-acustica

L'iniziativa ARTECOM si inscrive nel solco dell'arte partecipativa, orientata a trasformare lo spazio urbano in un laboratorio di innovazione sociale. Tale approccio attenua la demarcazione tra creatore e pubblico, individuando il proprio nucleo valoriale nelle relazioni interpersonali e comunitarie attivate durante l'intero processo. La pratica si rivela un utile strumento di inclusione, capace di generare spazi condivisi adatti a riflettere la molteplicità della cittadinanza e a dare voce a prospettive in precedenza sottorappresentate.

L'elaborazione progettuale oltrepassa la partecipazione consultiva e abbracciare un modello compiuto di co-creazione, atto a integrare la collettività quale partner paritario fin dalle fasi ideative. L'intento risiede nel declinare l'accessibilità dell'opera in una forma strutturata, rendendo l'iter creativo stesso un mezzo di coesione e di acquisizione di una proprietà condivisa (collective ownership).

La letteratura e la prassi internazionale documentano l'efficacia dell'arte pubblica attraverso esperienze orientate alle arti visive. L'apporto peculiare di ARTECOM si focalizza sul suono quale veicolo primario per instaurare una connessione emotiva e per edificare la memoria dei luoghi. Coniugando l'arte sonora, l'intelligenza artificiale e la personalizzazione psicologica, la ricerca indaga la dimensione aurale dell'esperienza cittadina. Il fenomeno acustico, in virtù della propria costituzione immersiva, fornisce un canale diretto e immediato per accedere all'identità del territorio.

 

Il modello di co-creazione psico-acustica

Il centro concettuale della proposta elaborata dal CONSAQ si individua nella delineazione di un'esperienza atta a fondere i fondamenti della psicologia, la composizione musicale guidata dai dati (data-driven) e la pratica partecipativa. Il fine ultimo consiste nello sviluppo di un "paesaggio sonoro empatico", inteso quale ambiente in grado di sintonizzarsi con le caratteristiche percettive e psicologiche del fruitore per generare un ascolto unico e individuale.

 

La materia prima: il paesaggio sonoro del territorio

L'orizzonte materiale e concettuale dell'installazione affonda le proprie radici nell'ecosistema cittadino. L'impiego dei suoni provenienti dal territorio, ascrivibile alla pratica del field recording, costituisce una decisione funzionale all'intera architettura estetica. I rumori della città, le voci e le emissioni ambientali vengono campionati allo scopo di ancorare l'esito formale alla realtà fisica e memoriale del luogo.

Tale approccio metodologico, affine ai principi della community sound art, acquisisce un rilievo ulteriore nel tessuto post-sisma aquilano. Il paesaggio acustico, mutato in seguito all'evento tellurico e ai successivi processi di ricostruzione, si trasforma in materia viva, utile a sanare lo "scollamento rispetto alla memoria storico-culturale" documentato nelle fasi preliminari. Si instaura per questa via un rinnovato legame emotivo tra la cittadinanza e i luoghi abitati.

 

Il motore generativo: tradurre la personalità in suono

L'intento di delineare esperienze artistiche interattive pienamente accessibili guida la progettazione delle installazioni multimediali. Tali architetture sono concepite per accogliere individui caratterizzati da attitudini, sensibilità e modalità di fruizione eterogenee, al fine di configurare un ambiente aperto e partecipativo. Per interpretare con accuratezza i destinatari dell'iniziativa, la ricerca ha individuato specifiche personas, profili rappresentativi utili a circoscrivere i bisogni e le aspettative del pubblico. Ciascuna figura interagisce con il sistema secondo un tracciato individuale e si avvicina all'incrocio tra espressione estetica e tecnologia attraverso approcci differenziati, estesi dalla creatività spontanea alla riflessione introspettiva, dalla sperimentazione esplorativa alla collaborazione condivisa.

L'infrastruttura di ricerca promuove una chiara evoluzione nell'applicazione dei modelli psicologici alla prassi compositiva. Gli studi di settore condotti dal gruppo di lavoro dell'Università degli Studi dell'Aquila hanno esaminato il sistema di personalità denominato Big Five, usualmente impiegato per formulare previsioni sulle inclinazioni degli ascoltatori o per consigliare brani già editi.

Il progetto ARTECOM rielabora questo orizzonte di indagine e indirizza la profilazione dell'utente, articolata sui cinque domini di riferimento (Apertura mentale, Coscienziosità, Estroversione, Amicalità, Nevroticismo), verso la generazione di un tracciato musicale ex novo all'interno di un percorso co-creativo. La rete neurale artificiale, istruita sui dati acquisiti mediante il prototipo sviluppato dal Conservatorio "A. Casella", agisce in qualità di traduttore e associa le variabili psicologiche a precisi parametri di elaborazione acustica.

L'architettura informatica elabora le soluzioni idonee a plasmare un paesaggio sonoro in grado di tradurre sul piano percettivo le fluttuazioni, a titolo esemplificativo, dell'estroversione, in una direzione del tutto svincolata dalla consueta proposta di un repertorio gradito a priori al fruitore. Questa corrispondenza psico-acustica ha raggiunto un'effettiva formalizzazione nell'artefatto ultimato nel marzo del 2025, a riprova della solidità teorica dell'impianto. Il sistema accoglie cinque matrici audio interattive, ciascuna derivata direttamente da uno dei fattori costitutivi del modello diagnostico adottato.

 

Processo realizzativo

Il progetto sonoro nasce dall’ispirazione al modello psicologico dei Big Five, traducendo ciascuna dimensione della personalità in un diverso ambiente acustico. Le tracce sono costruite a partire da suoni raccolti nel contesto urbano, utilizzati come materiale espressivo per evocare atmosfere, comportamenti e relazioni proprie della vita collettiva.

Attraverso un processo di selezione e trasformazione, questi elementi vengono organizzati in composizioni capaci di restituire un’esperienza immersiva e coerente, orientata a stimolare una forma di dialogo sensoriale con lo spazio cittadino. L’intero lavoro si fonda su un approccio che integra ricerca artistica e riferimenti teorici, con l’obiettivo di creare paesaggi sonori significativi e percettivamente coinvolgenti.

 

Un modello di interazione inclusivo e sociale

La progettazione dell'esperienza ARTECOM attribuisce un rilievo primario all'inclusività, intesa quale requisito costitutivo dell'intera opera. Al fine di assicurare un'accessibilità estesa, la ricerca ha elaborato un modello di interazione a due livelli, strutturato per riconoscere e valorizzare molteplici modalità di partecipazione, con una distinzione definita tra la figura del fruitore attivo e quella del fruitore passivo.

L'esperienza estetica di ARTECOM prende forma in un ambiente costruito per favorire la percezione sinestetica e le risonanze affettive. La collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile-Architettura e Ambientale (DICEAA) dell'Università dell'Aquila ha condotto alla progettazione di un setting cyber-fisico integrato, all'interno del quale l'involucro architettonico assume il ruolo di elemento partecipe dell'opera.

Al centro dello spazio è collocata una struttura interattiva pentagonale, il cui disegno è la rappresentazione fisica e architettonica del modello psicologico dei Big Five. La forma, a base pentagonale, è costituita da cinque pannelli LED, uno per ogni lato (ciascuno di dimensioni L100 x H200 x P7,5 cm), di apparecchiature informatiche hardware e software necessarie alla elaborazione dei segnali di controllo e di sintesi audio-video, di un sistema di ripresa e visione artificiale e di un sistema di diffusione e spazializzazione dei suoni generati.

Il pentagono è il punto focale della fruizione e della interazione: suoni e immagini creano un'esperienza sinestetica e trasformano percettivamente la struttura nel cuore pulsante dell'installazione.

ARTECOM montaggio schema pianta

ARTECOM render

Il procedimento traduce in atto i principi della cognizione incarnata, i cui assunti radicano l'elaborazione emotiva nell'interazione sensomotoria con l'ambiente. L'orizzonte conclusivo della ricerca oltrepassa la dimensione puramente interattiva per approdare alla generazione di un'atmosfera affettiva: un ambiente sensibile, idoneo a sintonizzarsi con le disposizioni interiori dei visitatori.

 

Sintesi e disseminazione: la performance finale

Oltre all'installazione, il contributo di CONSAQ culmina in una performance curata dal compositore Vittorio Montalti. L'evento è concepito come sintesi artistica e principale azione di disseminazione: un "dimostratore culturale" per illustrare le potenzialità dell'ecosistema ARTECOM.

 

Il concept: cinque ritratti sonori

L'opera è strutturata in cinque movimenti, ciascuno corrispondente a un tratto dei "Big Five". L'intento è creare "cinque ritratti sonori" con caratteristiche emotive e percettive distinte, frutto di una ricerca timbrica che unisce l'astrazione del suono elettroacustico al riferimento ambientale.

 I cinque tratti della personalità (apertura, coscienziosità, estroversione, amicalità, nevroticismo) sono tradotti in cinque figure musicali distinte, ciascuna connotata da una propria identità timbrica, gestuale e percettiva. Questi elementi possono assumere la forma di sezioni strutturali ben delineate, ma anche manifestarsi in modo più fluido e interconnesso, come caratteri ricorrenti che si trasformano e dialogano nel tempo.

L’interazione con il suono avviene in tempo reale attraverso l’uso di controller MIDI, tablet e tecniche di elaborazione spettrale sviluppate in ambiente Max/MSP, che permettono un controllo fluido e gestuale del materiale sonoro.

Anche la diffusione sonora è concepita in modo flessibile: potrà adattarsi di volta in volta al contesto tecnico e acustico del luogo, spaziando da una semplice configurazione stereo fino all’utilizzo dell’impianto multicanale predisposto per l’installazione. Questa modulabilità permette di integrare la performance all’ambiente sonoro già attivo, pur mantenendo una propria autonomia formale.

Nel complesso, il lavoro cerca un equilibrio tra coerenza concettuale e autonomia espressiva, concentrandosi sul suono e sul gesto.

 

Affective Computing e Musica

Il concetto di "paesaggio sonoro empatico" si fonda sull'Affective Computing (Calcolo Affettivo), la disciplina che sviluppa sistemi in grado di riconoscere, interpretare e simulare gli affetti umani. In ambito musicale, questa ricerca mira a generare musica per evocare o corrispondere a specifici stati emotivi, con applicazioni che vanno dalla terapia al gaming immersivo.

Sebbene ARTECOM non utilizzi biofeedback diretto (come sensori GSR o EEG), il suo approccio basato sulla profilazione psicologica condivide lo stesso obiettivo: creare un sistema musicale non statico, ma dinamicamente sintonizzato con lo stato interiore dell'utente.

 

Conclusioni: ARTECOM come modello per la co-creazione affettiva e site-specific

Il contributo del Conservatorio "Alfredo Casella" ha delineato il nucleo concettuale, tecnico ed estetico dell'iniziativa ARTECOM, collocando la ricerca all'intersezione tra espressione artistica, tecnologia e inclusione sociale. L'attività svolta ha prodotto un modello di esperienza estetica inedito e dotato di solide basi scientifiche, i cui vettori di innovazione si articolano lungo tre direttrici contigue.

Il primo elemento riguarda l'impiego del suono per la rigenerazione della memoria urbana. All'interno di un panorama di indagine sovente orientato alla dimensione visiva, la proposta attribuisce un rilievo primario all'elemento acustico, inteso quale veicolo per la riconnessione emotiva al patrimonio culturale. L'approccio di aural placemaking, fondato sulla rielaborazione delle fonti sonore del territorio, prospetta il paesaggio uditivo come un archivio memoriale da ricostruire in forma collettiva.

La seconda direttrice si identifica nel modello di generazione musicale guidato dalla psicologia. L'adozione del sistema diagnostico "Big Five" descrive un mutamento di paradigma formale. Oltrepassando l'usuale applicazione della psicometria ai fini della predizione dei gusti, l'infrastruttura assume tale analisi quale motore generativo della co-creazione. Il passaggio dall'informatica affettiva (affective computing) a una declinazione di co-creazione affettiva (affective co-creation) trasforma il sistema in uno specchio sonoro della personalità dell'utente.

Il terzo vettore concerne il sistema cyber-fisico integrato. L'apporto innovativo si estende dall'architettura software alla relativa incarnazione materiale.

 

Posizionamento, trasferibilità e sviluppi futuri

Il modello delineato si inserisce nel dibattito internazionale inerente al rapporto tra arte e tecnologia. La connessione tra innovazione informatica, intervento sociale localizzato (site-specific) e una rigorosa cornice psicologica conferisce all'indagine una chiara identità metodologica.

La trasferibilità dell'impianto rappresenta un orizzonte di primo piano. L'integrazione di profilazione psicologica, co-creazione sonora territoriale e architettura reattiva si presta a essere adattata e replicata all'interno di ulteriori contesti urbani, al fine di affrontare e analizzare problematiche eterogenee. Le direttrici di sviluppo future comprendono l'avvio di studi longitudinali sull'impatto psicologico nei giovani, l'esplorazione di modelli cognitivi alternativi per la generazione musicale e l'approfondimento delle tematiche inerenti all'inclusività. Gli esiti della ricerca si rivolgono alla disseminazione scientifica presso pubblicazioni e riviste di riferimento, quali Leonardo (MIT Press), e a conferenze specialistiche in Interazione Uomo-Macchina (HCI). Questo percorso si pone in continuità con il rigore metodologico e i fondamenti teorico-estetici promossi da centri di eccellenza internazionali, quali il MIT Center for Art, Science & Technology e l'Orpheus Institute, e con le pratiche di artistic research documentate in piattaforme come il Research Catalogue.

 

Framework operativi proposti

Al fine di assicurare il rigore procedurale e la sostenibilità dell'iniziativa, la ricerca prospetta l'adozione di due cornici operative.

 

Un framework di valutazione dell'impatto

Il superamento dell'asimmetria tra gli indicatori di prestazione lineari e l'articolazione degli obiettivi progettuali richiede un approccio di valutazione misto, capace di coniugare le metriche di output con quelle di outcome. La misurazione del coinvolgimento (engagement, inteso quale output) avviene attraverso l'analisi quantitativa dei registri di interazione, atta a rilevare il tempo di permanenza, il numero delle sessioni e le opere salvate; a ciò si affianca la somministrazione di sondaggi di usabilità (ad esempio, la System Usability Scale) per ponderare l'esperienza dell'utente. La valutazione dell'impatto complessivo (outcome) adotta un disegno di ricerca pre-post, basato su questionari standardizzati sottoposti a un campione di partecipanti prima e dopo l'interazione, con l'intento di misurare l'evoluzione dell'autonomia personale (empowerment), il senso di appartenenza e la connessione con il patrimonio culturale. Questo impianto si completa con l'uso di metodi qualitativi, comprendenti focus group, interviste dirette e pratiche creative (come il photovoice), utili a esplorare in profondità l'esperienza soggettiva dei soggetti coinvolti.

 

Un framework per la gestione della proprietà intellettuale

La natura stessa del progetto solleva questioni articolate in materia di diritto d'autore, meritevoli di una gestione analitica e preventiva. L'esame delle tutele legali evidenzia la natura congiunta della paternità dell'opera-sistema, condivisa tra i partner del consorzio, la quale richiede un accordo specifico per l'amministrazione dei diritti. I contenuti generati dagli utenti (User-Generated Content) pongono il fruitore nella veste di autore dell'opera creata; si rende di conseguenza necessaria l'adozione di una licenza idonea a consentire al progetto il legittimo utilizzo del materiale. Riguardo all'arte generata dall'intelligenza artificiale, il risultato acustico o visivo risulta proteggibile dalle normative sul diritto d'autore, in virtù dell'impiego dell'algoritmo in qualità di strumento guidato da un operatore umano, le cui scelte creative mantengono un valore determinante.

Per rispondere a tali contingenze, il piano prevede la formulazione di termini di servizio chiari, sottoposti all'accettazione dell'utente prima di ogni interazione tramite un accordo digitale (click-through agreement). Questo documento comprende un'informativa sulla privacy conforme al GDPR, atta a esplicitare le modalità di trattamento dei dati personali. In merito alla titolarità e alle licenze d'uso, il modello riconosce l'utente quale autore dell'esito sonoro, richiedendo al contempo la concessione al consorzio di una licenza non esclusiva, perpetua e a titolo gratuito per l'impiego dell'opera in ambiti di ricerca, disseminazione e sviluppo futuro. A compimento di tale cornice normativa, si dispone la verifica rigorosa dell'utilizzo di specifici suoni o immagini del territorio, al fine di accertare l'eventuale necessità di autorizzazioni previste dal Codice dei Beni Culturali.

 

BIBLIOGRAFIA

Articoli Accademici e Atti di Conferenza

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  • Topham, S. (2002). Blow-Up: Inflatable Art, Architecture and Design. Prestel.

 

Link a Progetti, Piattaforme e Risorse Web Progetto ARTECOM e Contesto RAISE

 

Arte Partecipativa e Impatto Sociale

 

Architetture Pneumatiche e Installazioni Interattive

 

Co-creazione Uomo-IA e Musica

 

Proprietà Intellettuale e Diritto d'Autore